La Villa Romana di Valdonega rappresenta un magnifico esempio di villa suburbana, il più noto tra i vari complessi che dovevano popolare le pendici delle colline che circondavano la città di Verona, a ridosso del fiume Adige. 

Gli scavi effettuati nel 1957 per la costruzione di un condominio hanno portato alla luce i resti di un edificio risalente al I secolo d.C. e del quale si conservano un porticato a L (di cui restano le basi delle colonne), un ampio salone, due altri vani e un’intercapedine ancora visibili in situ. L’edificio misura circa 17 x 11 m, escluso lo spazio del portico. Per decorazioni e impianto l’edificio ripropone modelli della più lussuosa edilizia privata centro e sud-italica. 

L’elemento predominante dell’impianto è il grande ambiente colonnato su tre lati; il quarto lato, rivolto verso sud, presenta invece l’ingresso principale affiancato da due grandi finestroni. 

Considerando le misure planimetriche e l’organizzazione dello spazio, questo ambiente è interpretato come oecus corinthius, cioè un salone destinato a banchetti e feste, con funzioni similari a quelle dei triclini, ma più ampio e sontuoso. L’esempio veronese – ad oggi l’unico noto in Italia settentrionale – presenta le caratteristiche citate da Vitruvio nel suo libro sull’architettura (VI, 3, 8) e riscontrate in altri esempi pompeiani, ovvero colonnato interno su tre lati, larghezza di poco maggiore alla metà della lunghezza e copertura costituita molto probabilmente da una volta a botte nella parte centrale e da un soffitto piano sopra lo stretto spazio tra le colonne e le pareti. 

Il pavimento è realizzato in mosaico a motivo geometrico con tessere bianche e nere. Tra le colonne si aprono riquadri policromi, in cui al motivo geometrico si sostituiscono scene vegetali e animali, con diverse varietà di uccelli rappresentati tra racemi e foglie . Sulle pareti restano tracce di pitture ad affresco tra le quali emerge la delicata rappresentazione di una gabbietta con uccellino. 

Tra i capitelli che sormontavano le colonne si distingue per pregio e rarità la tipologia con foglie d’acanto sormontate da due delfini che si abbeverano ad un kantharos, una coppa con alte anse. 

La sala mostra altre due aperture, una presso l’angolo sud-est che immette all’esterno e che successivamente venne murata, e l’altra presso l’angolo nord-est che permette di accedere ad una stanza attigua. Questo secondo ambiente è suddiviso in due parti da una soglia: la porzione interna pavimentata in cocciopesto e senza decorazioni parietali era probabilmente un vano di servizio, mentre la parte decorata da mosaico e affreschi aveva la funzione di corridoio di disbrigo per l’accesso all’oecus, al porticato e alla sala posta ancora più a nord. 

Quest’ultima stanza, accessibile solamente dal piccolo disimpegno, presenta un’ampia apertura finestrata verso il porticato e, sul lato opposto, un alto zoccolo in muratura con ripiano in pietra interpretabile come bancone per vivande. Le pareti sono riccamente decorate ad affresco con raffigurazioni di volatili (anatra, civetta, gallo, etc.) separati da elementi vegetali, nel registro inferiore, e figure mitologiche alternate a motivi decorativi, nel registro superiore. 

Il porticato che delimitava l’edificio su due lati (sud ed est) termina verso nord-est con tre gradini. Tale ritrovamento ha fatto supporre l’esistenza di un piano superiore ospitante forse spazi aperti oppure altre stanze dell’edificio; tale secondo livello era probabilmente adagiato in parte sopra le strutture del piano terra e in parte sul declivio della collina attraverso una o più terrazze raccordate da gradini. 

Chiude la struttura uno spazio vuoto a ovest del muro occidentale dell’edificio, spazio che serviva come intercapedine per preservare le pareti interne dall’acqua e dall’umidità provenienti dall’esterno. 

Informazioni per la visita

La Villa Romana di Valdonega si trova in via Cesare Zoppi 5, Valdonega, Verona.

GIORNI DI APERTURA ORDINARIA:
martedì dalle 16.00 alle 20.00*
domenica dalle 16.00 alle 20.00*

Durante l’apertura ordinaria è sempre possibile richiedere una visita guidata all’archeologo che trovate sul posto, al momento del vostro arrivo. Per la visita guidata è richiesto un contributo volontario.
* Giorni e orari potrebbero essere passibili di modifiche, consigliamo di contattarci prima di programmare una visita.

VISITE GUIDATE SU PRENOTAZIONE – DOMENICA alle 16.00:
ogni domenica alle ore 16.00 è previsto un turno di visita guidata con prenotazione obbligatoria.
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VISITE GUIDATE SU PRENOTAZIONE – NEGLI ALTRI GIORNI:
al di fuori dei giorni prestabiliti è sempre possibile richiedere l’apertura e la visita guidata su prenotazione, per privati o scolaresche.
Nei limiti del possibile garantiamo l’apertura a qualsiasi richiesta.
Per richiedere una visita guidata in date e orari da concordare è necessario inviare un’email, con alcuni giorni di preavviso, all’indirizzo archeonaute@gmail.com.

Prenota

Contributo visitatori singoli e gruppi non scolastici per la  visita guidata con la nostra associazione

Da 1 a 10 persone: 50 € (come contributo minimo volontario per l’apertura straordinaria del sito e la visita
guidata)
Più di 10 persone: contributo minimo volontario per la visita di almeno 5 € / persona
(bambini solo accompagnati: 0-7 anni gratuito, 8-14 anni 1 euro).
Rientrano in queste tariffe anche over 65 anni e gruppi universitari.

Contributo gruppi scolastici per la visita guidata con la nostra associazione

30 € a classe (come contributo minimo volontario per l’apertura straordinaria del sito e la visita)
Rientrano nelle scolaresche le scuole di ogni ordine e grado fino alle secondarie di II grado (no università).

Accessibilità e servizi

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